15 gennaio 2026
Marcatori CIJ Hitachi: 3 motivi per cui riducono al minimo i fermi linea

Scopri i 3 principali motivi per cui i marcatori a getto d’inchiostro continuo (CIJ) Hitachi riducono i fermi linea: pulizia automatica, protezione testina e autodiagnosi guidata. Più uptime, meno manutenzione, maggiore produttività.
Marcatori a getto d’inchiostro continuo Hitachi: i 3 motivi principali per cui riducono al minimo i fermi linea
In produzione, ogni fermo linea è un costo: perdita di pezzi/ora, rilavorazioni, stress operativo, ritardi nelle consegne. La marcatura industriale (date, lotti, codici 1D/2D, loghi) deve quindi essere affidabile, costante e “a prova di turno”.
I marcatori a getto d’inchiostro continuo (CIJ) Hitachi sono progettati proprio con questa logica: lavorare su linee veloci e in ambienti gravosi, con minima manutenzione e massima continuità operativa.
Vediamo i 3 motivi principali per cui questi sistemi riducono davvero i fermi linea, con esempi concreti tratti dalle soluzioni Hitachi (Serie UX / UX2).
1) Pulizia e mantenimento automatico della testina: ripartenze rapide anche dopo lunghi stop
Uno dei fattori più comuni di fermo, nei sistemi inkjet, è la gestione della testina: se si sporca o si “secca” l’inchiostro, servono interventi manuali, pulizie, tentativi di ripartenza.
Nei marcatori Hitachi di ultima generazione, la logica è opposta: prevenire il problema.
- La Cleaning Station è pensata per prevenire occlusioni della testina e garantire ripartenze rapide, anche dopo periodi di fermo.
- Sulla Serie UX2, la Safe Clean Station “lava, sigilla e asciuga la testina in ciclo chiuso”, mantenendo il marcatore pronto anche dopo stop prolungati.
Risultato pratico: meno blocchi legati alla testina, meno interventi “d’emergenza” e ripartenze molto più veloci quando la linea riparte.
2) Protezione della testina (InkGuard): meno sporco, meno cicli di pulizia, più autonomia reale
In linea, la testina è esposta a micro-nebulizzazioni e sporcizia ambientale (polveri, umidità, residui di lavorazione). Questo può degradare la qualità di stampa e costringere a fermare per pulire.
La Serie UX2 introduce una funzione proprietaria che lavora esattamente su questo punto:
- InkGuard: una “terza placchetta” che cattura le nebulizzazioni di inchiostro, con l’effetto di aumentare l’autonomia prima della pulizia.
- Anche nelle schede prodotto UX2 viene evidenziato che la combinazione pulizia automatica + Ink-Guard porta a minori fermi macchina e manutenzione minima.
Risultato pratico: qualità di stampa più stabile nel tempo e meno stop programmati/non programmati per pulizie ripetute.
3) Autodiagnosi guidata e tutorial 3D: meno errori dell’operatore, “restart” più veloce
Un altro grande “killer” dell’uptime è la micro-problematica quotidiana: messaggi impostati male, procedure eseguite in modo non uniforme tra turni, errori banali che diventano fermi lunghi perché nessuno sa dove mettere le mani.
Su questo punto, Hitachi lavora con strumenti di supporto all’operatore:
- La UX2 abbina autodiagnosi a video-tutorial 3D che guidano passo-passo l’operatore: meno errori e riavvio più immediato.
- Sulla Serie UX è presente una guida diagnostica integrata “di facile accesso” per risolvere rapidamente i problemi comuni e ridurre i tempi di inattività.
Risultato pratico: i fermi “piccoli ma frequenti” (quelli che a fine mese pesano tantissimo) si riducono perché l’operatore ha una procedura chiara e immediata, senza dover aspettare sempre l’intervento specialistico.
Un motivo in più: niente blocchi “a ore” che fermano la produzione
Sembra un dettaglio, ma in alcune realtà è un tema enorme: esistono soluzioni sul mercato che includono logiche o componenti con cicli prestabiliti che possono portare a fermate “non tecniche” (cioè non legate all’effettivo stato della macchina).
Nei sistemi CIJ Hitachi non c’è alcun “core” programmato per bloccare la macchina dopo un certo numero di ore: l’obiettivo è continuità operativa reale, con manutenzioni solo quando necessario.
Risultato pratico: meno fermi imprevisti “per policy”, più controllo sulla programmazione della manutenzione.
Perché questo sistema di marcatura è ideale per una linea di produzione
Ridurre i fermi è fondamentale, ma non è l’unico parametro. In una linea moderna contano anche integrazione, qualità di stampa, costi operativi e adattabilità ai materiali.
Ecco altri motivi che rendono i CIJ Hitachi una scelta molto solida:
Integrazione facile e gestione smart (Industria 4.0)
I marcatori sono pensati per integrarsi in processi automatizzati e in ottica Industria 4.0, con opzioni di connettività e gestione dati.
Prestazioni su linee veloci e qualità di stampa
In generale, la tecnologia CIJ è pensata per stampare in non-contatto su moltissimi materiali (plastica, vetro, metallo, film, gomma…), anche ad alte velocità di produzione. Sono disponibili modelli specifici progettati per raggiungere altissime velocità di stampa perfette soprattutto nell’ambito food e beverage.
Conclusione: più uptime, meno stress, più produttività (e più controllo)
Se l’obiettivo è ridurre i fermi linea ai minimi, i marcatori CIJ Hitachi puntano dritti alle cause principali dell’inattività:
- Pulizia/mantenimento automatico della testina → ripartenze rapide anche dopo stop
- Protezione InkGuard → meno sporco, meno pulizie, più autonomia
- Autodiagnosi guidata con tutorial 3D → meno errori e restart più veloce
In più, hai un sistema pensato per la produzione reale: integrazione 4.0, manutenzione semplificata, gestione fluidi pulita, prestazioni su linee veloci e assenza di blocchi “a ore”.
Se vuoi capire quale configurazione è più adatta alla tua linea (materiale, velocità, contenuto di stampa, ambiente, spazio di installazione), ti consigliamo di compilare il modulo di contatto in fondo al sito: il nostro team ti ricontatterà con indicazioni tecniche e una proposta su misura per ridurre fermi, sprechi e costi operativi.
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